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Anno: 1976

Noleggio con Conducente

Rolls Royce Silver Shadow di colore Porcellan White, ed interni in pelle color Magnolia.
Questo è un raro modello dell’auto destinata alle persone più abbienti del pianeta, questa versione è full optional, con aria condizionata.
Il servizio di noleggio è svolto esclusivamente con un nostro Autista in possesso di tutti i requisiti professionali in abito elegante e formale.

La vettura è dotata di regolare Licenza NCC (Noleggio con Conducente) per espletare il servizio come da normative vigenti, inoltre con la possibilità di transitare nelle corsie preferenziali ed entrare nei centri storici ZTL (zone traffico limitato) per eventuali foto o cerimonia o accompagnare i Clienti nelle Location in pieno centro città.

Un pò di storia di questa auto:

All’inizio degli anni sessanta la Silver Cloud, ancora molto apprezzata dalla facoltosa clientela del marchio britannico, iniziava a sentire, sia a livello estetico che tecnico, il peso degli anni. Occorreva un nuovo modello in grado di riportare la casa di Crewe ad un livello consono al proprio blasone. Sotto questi auspici nacque la Silver Shadow, prima Rolls-Royce con telaio monoscocca (la Cloud aveva ancora il telaio separato).

L’adozione della scocca portante (soluzione utilizzata dalla maggior parte dei costruttori europei sin dai primi anni cinquanta) consentiva un maggiore rigidità torsionale del veicolo a prezzo di un comfort inferiore (a causa del minor isolamento del corpo vettura dalle asperità dei fondi stradali). Per questo i tecnici inglesi, nello sviluppare il progetto, posero grande attenzione alle sospensioni: oltre a scegliere un moderno schema a ruote indipendenti (sia davanti che dietro), curarono particolarmente il “filtraggio” degli scuotimenti, attraverso l’applicazione di elementi elastici in gomma e l’impiego di un sistema autolivellante idropneumatico (basato su brevetti Citroën) su entrambi gli assi.
Gli altri organi meccanici della Silver Shadow, lanciata nel 1965, erano ripresi dalla terza serie della Silver Cloud, a partire dal poderoso motore V8 di 6230 cm³, che, alimentato con 2 carburatori SU HD 8, erogava una potenza di 200 cv (SAE) potenza stimata e collegato alle ruote posteriori attraverso un cambio automatico con comando al volante, Borg-Warner a 4 rapporti per le versioni con guida a destra e General Motors “GM 400” a 3 per quelle con guida a sinistra
La Shadow, pur rimanendo una classica berlina a 3 volumi e 4 porte, proponeva linee più tese e moderne, senza rinunciare agli elementi identificativi tipici della marca, come la celebre calandra a “tempio greco” sormontata dalla statuetta Spirit of Ecstasy. Riccamente rifiniti, come da tradizione, gli interni, realizzati con pelle Connoly, legno pregiato e materiali di qualità (acciaio cromato) anche per la componentistica minore (pulsanti, bocchette dell’aria ecc). Anche la dotazione di bordo era al top: alzacristalli elettrici su tutte le porte, tavolinetti in radica di noce e, a richiesta, un impianto di aria condizionata che era fra i più sofisticati e funzionali che fossero in commercio a quel tempo, con svariati sensori di temperatura dentro e fuori dell’abitacolo, e la possibilità di impostare la temperatura desiderata e della regolazione automatica dei flussi d’aria; con i vari aggiornamenti e restyling, questo optional venne reso di serie su tutti i modelli
Grazie all’attenzione dedicata allo scopo, la Silver Shadow, poteva contare su un comfort di marcia eccezionale, anche a discapito della precisione di guida (messa in discussione dal peso elevato, dalla tendenza ad “affondare” delle sospensioni anteriori e dalla taratura estremamente morbida del servosterzo idraulico, che rendeva un po’ “vaga” la direzionalità). Del resto la Shadow non era nata per correre, ma per trasportare nella comodità e nel silenzio più assoluto (l’isolamento acustico era ai massimi livelli) i passeggeri. Nel 1966 la versione con passo standard (304cm) venne affiancata dalle LWB, con telaio allungato di 11 cm. La LWB era riconoscibile anche per il tetto rivestito in vinile e per il lunotto più piccolo.
Nel 1969 la cilindrata del motore crebbe da 6230 a 6750 cm³ (la potenza raggiunse i 220 CV sempre SAE). Con l’occasione la vettura fu oggetto di alcuni affinamenti: i sistemi autolivellanti idropneumatici, fonti di alcuni problemi d’affidabilità, vennero eliminati in favore di un più semplice sistema pneumatico (montato solo sulle ruote posteriori), mentre il circuito frenante divenne sdoppiato e ad alta pressione. Tutte le versioni adottarono il cambio automatico “GM 400” a tre rapporti.
A livello estetico l’unica novità era rappresentata dall’eliminazione delle prese d’aria sotto i fari anteriore, sostituite da 2 fendinebbia tondi montati sui paraurti. All’interno spiccava, invece, una nuova consolle centrale coi comandi dell’aria condizionata (di serie da questo momento in poi su tutte le versioni) e del nuovo impianto audio, completo di lettore di musicassette.

Nel 1974 la versione per il mercato USA adottò l’alimentazione a iniezione per contenere le emissioni inquinanti (la potenza “cadeva” a 172cv). Le varianti europee rimasero invariate.

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